Class action – Luci ed ombre del nuovo testo

Paolo Landi, Adiconsum: “Indispensabile apportare alcuni miglioramenti, anche per evitare aspetti di incostituzionalità”

Mercoledì 17 dicembre la riunione del CNCU sarà occasione di un confronto sulla normativa. Le Associazioni avevano condiviso l’esigenza di apportare miglioramenti al testo della normativa approvato dal precedente Parlamento, perché ingestibile e scarsamente efficace. Il nuovo testo della class action è certamente migliore del precedente. Esso prevede: l’esecutività della sentenza e la condanna (nel precedente c’era solo l’accertamento di un diritto);· l’operatività di un filtro con la prima udienza in Tribunale; l’obbligo dell’impresa condannata di depositare cautelativamente le somme del risarcimento in attesa dei vari gradi di giudizio.

Fra i limiti più rilevanti che occorre modificare:

la legittimazione alla class action è riconosciuta anche ai consumatori singoli, e non solo alle associazioni e ai comitati, come nel precedente testo, la legittimazione ad avviare la class action, contrariamente a quanto stabilito dalle class action degli altri Paesi europei e dagli indirizzi della stessa Unione europea. Un aspetto che deve essere corretto (anche per evitare che le class action diventino un business per gli uffici legali);

il danno punitivo –  nel caso di inammissibilità all’azione collettiva, il giudice può stabilire a favore dell’impresa una sorta di danno punitivo i cui costi andrebbero a carico della parte soccombente. Non è prevista, invece, la reciprocità cioè l’inverso (ammissione all’azione collettiva, danno punitivo a favore dei consumatori, costi a carico dell’impresa). La reciprocità potrebbe consentire di rispondere ad un’ulteriore condizione prevista dalla normativa e cioè l’informazione ai consumatori, i cui costi  sono a carico dei promotori dell’azione collettiva.

i tempi di esecutività della sentenza ammontano a 6 mesi dalla sua pubblicazione. Indispensabile una loro riduzione;

retroattività – è prevista solo per gli illeciti avvenuti dopo il 1° luglio 2008, escludendo quindi tutte le vicende legate al risparmio tradito (Parmalat, Cirio, ecc.).

Comunicato Stampa Adiconsum

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