“È un provvedimento a costo zero”

Paolo Landi, Adiconsum: “È un provvedimento a costo zero per il bilancio dello Stato!”

Gli incentivi per il risparmio energetico, che hanno prodotto negli ultimi due anni oltre 3 miliardi di euro con investimenti in caldaie ad alto rendimento, doppi vetri, coibentazioni, pannelli solari, ecc., rischiano di essere ridimensionati per ragioni di bilancio dello Stato.

Occorre fare i conti non in modo ragionieristico. Infatti, il beneficio del 55% a favore delle famiglie che attuano questi investimenti viene portato in detrazione negli anni successivi (mediamente 5). Ciò significa che ciò non grava in via immediata sul bilancio dello Stato.

Per contro, le entrate derivanti da questo provvedimento sono immediate e riguardano l’Iva al 20% e le entrate fiscali e parafiscali delle, quindi, l’uno compensa l’altro.

Considerando, inoltre, la crisi e il rischio di cassa integrazione che coinvolgerebbe anche questo settore i cui costi sono invece a carico dei bilanci dello Stato, è facile vedere come i benefici di questo provvedimento siano di gran lunga superiori agli oneri.

È opportuno, quindi, che Parlamento e Governo rinnovino questo provvedimento.

Due sono gli aspetti importanti che vanno sottolineati:
Le famiglie devono avere la certezza della detrazione. In caso di dubbio, è ovvio che la famiglia non fa l’investimento, con la conseguente paralisi di lavoro per le imprese e l’occupazione coinvolta.

Il provvedimento necessita comunque di una profonda revisione per eliminare gli aspetti speculativi dovuti alla mancanza di parametri e di criteri e che portano in detrazione quindi anche lavori che esulano dagli interventi mirati a migliorare l’efficienza ed il conseguente risparmio energetico nella propria abitazione.

Non si dimentichi, infine, che chi ha effettuato questo investimento sulla propria abitazione oggi può contare su una bolletta del riscaldamento più leggera del 20-30%, con effetti positivi in termini di potere d’acquisto e di riduzione di emissioni di CO2, un traguardo quest’ultimo a cui siamo vincolati dagli impegni europei.

Comunicato Stampa Adiconsum

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