Oggi dovevano essere privatizzati i servizi pubblici locali

paperclipPer fortuna che la Commissione Bilancio e la Commissione Industria hanno espresso parere negativo sul decreto di conversione in legge del decreto Ronchi sui Servizi Pubblici Locali. Altrimenti oggi la proposta di legge sarebbe stata sottoposta al voto. Parlo dell’art.15 del dl 135/09 che nella pratica non liberalizza ma, purtroppo PRIVATIZZA i servizi pubblici locali. Tutto questo in assenza di dibattito parlamentare e nel silenzio assordante degli Enti Locali.

Avverso la citata disposizione non si può che esprimere un giudizio pesantemente negativo. Gli Enti Locali, strangolati nelle loro possibilità di spesa dalla chiusura progressiva dei trasferimenti statali e dalla abolizione dell’ICI, vedono come il male minore la vendita di parte o di tutte le quote delle loro Aziende ex municipalizzate per fare cassa nell’immediato.

Tale processo si sostanzierà in un appesantimento delle tariffe a carico dei cittadini/utenti con rischi concreti anche per la sicurezza delle reti e degli impianti. Su questi temi, di primaria importanza soprattutto in questo periodo di crisi economica la Cisl è intervenuta con un documento per dare le informazioni che fino ad ora la politica sta negando.

Ecco uno stralcio del documento. “La Cisl, esprime una condivisione di massima circa l’opportunità di una Riforma dei Servizi Pubblici Locali, un settore questo, che nel corso degli ultimi decenni è stato oggetto da parte del Legislatore, di un percorso normativo non sempre lineare, senza un progetto organico che, di fatto, ha portato a confuse politiche di esternalizzazione “tout court”. Tanto è vero che l’intero settore è stato “indirizzato” più da sentenze delle varie Corti di Giustizia, Europea e Nazionale, che da una vera “Governance politica”, che mirasse alla funzionalità, all’efficienza ed efficacia dei servizi stessi.
C’è quindi l’urgenza di ridisegnare il settore, affermando l’universalità ed accessibilità dei servizi, assicurando i livelli essenziali delle prestazioni ai sensi dell’art.117 della Costituzione garantendo livelli di tutela dei cittadini, secondo i principi di sussidiarietà, proporzionalità e leale cooperazione. Un processo di riforma che deve vedere le Autonomie Locali cimentarsi in maniera più incisiva in ruoli di assoluto rilievo inerenti l’indirizzo, la programmazione, la vigilanza ed il controllo, la ridefinizione delle politiche tariffarie, l’utilizzazione degli standard di qualità e la tutela dei “consumatori/clienti”.
Un processo che deve porsi l’obiettivo primario di razionalizzare ed economicizzare i Servizi Pubblici Locali.
Necessita un confronto nel merito, con tutti gli approfondimenti necessari, perché è una riforma che riguarda da vicino la vita concreta delle persone. In tal senso è necessario che tale riforma viaggi in parallelo con altri provvedimenti di Legislazione ordinaria quali il “Codice delle Autonomie” e l’attuazione del “Federalismo Fiscale”, perché questa deve rappresentare l’occasione per semplificare, razionalizzare e definire ruoli e funzioni, in modo da evitare sovrapposizioni di competenze dell’intero ordinamento delle Autonomie Locali definendo una volta per tutte un quadro chiaro e condiviso delle funzioni amministrative.
Inoltre la nuova disciplina dovrà essere armonica alle normative di settore in materia di rifiuti, trasporti, gas, acqua.

Leggi il documeto Osservazioni_e_Proposte_Cisl

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